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Giornali di bordo I, Il viaggio dell’Endeavour 1768-1771 – James Cook (TEA)

Giornali di bordo I, James Cook

“L’Ambizione mi porta non solo più lontano di quanto qualsiasi uomo sia stato prima di me, ma tanto lontano quanto penso che un uomo possa spingersi”.

Il capitano James Cook è un uomo del 1700, un’epoca caratterizzata da limiti di esplorazione geografica, limiti di mentalità colonialistica eurocentrica, e ancora immatura per lo studio antropologico delle civiltà più isolate. 

Figlio di contadini dello Yorkshire, si imbarcò nel 1747 su una nave mercantile nel Mare del Nord e nel 1756 si arruolò nella marina reale.

Giornali di bordo libro I, Il viaggio dell’Endeavour 1768-1771 è il primo dei tre memorabili viaggi di esplorazione compiuti nel Pacifico su incarico della Royal Society inglese. Attraverso questo diario, Cook descrive il viaggio a bordo del brigantino Endeavour insieme al suo equipaggio, durato tre anni in zone sconosciute fatte di enormi distanze, per scoprire e mappare nuove rotte mai esplorate dagli europei.

Circumnaviga l’Oceano Atlantico con prima tappa Rio de Janeiro in Brasile, doppia Capo Horn in Cile e si ferma a Thaiti per lungo tempo. Riparte diretto verso la Nuova Zelanda, attraversa l’Oceano Pacifico e si dirige all’isola di Giava in Indonesia passando per la Papua Nuova Guinea. Continua la navigazione nell’Oceano Indiano, fino a Città del Capo in Sud Africa, per poi ritornare a Plymouth, in Inghilterra. 

Itinerario del primo viaggio di James Cook
Itinerario del primo viaggio di James Cook

Gli itinerari della Royal Society inglese prevedevano la mappatura di nuove rotte in vista di un futuro colonialismo, ma James Cook era prima di tutto un ricercatore e nell’isola di Tahiti, prima di tornare in Inghilterra, si prefigge l’obbiettivo di studiare il passaggio del pianeta Venere. In quelle latitudini risultava sempre perfetta la visione del suo transito davanti al sole. 

A Tahiti cercò di mantenere sempre un contatto umano e di rispetto verso le popolazioni locali e così il suo equipaggio. È Joseph Bank, naturalista botanico e membro dell’equipaggio, che proprio qui a Tahiti scopre per la prima volta la primordiale pratica del surf. Era il 28 Maggio 1769 e così la descrive nel suo diario personale:

“In our return to the boat we saw the Indians amuse or exercise themselves in a manner truly surprising. It was in a place where the shore was not guarded by a reef as is usually the case, consequently a high surf fell upon the shore, a more dreadful one I have not often seen: no European boat could have landed in it and I think no European who had by any means got into [it] could possibly have saved his life, as the shore was covered with pebbles and large stones. In the midst of these breakers 10 or 12 Indians were swimming who whenever a surf broke near them dived under it with infinite ease, rising up on the other side; but their chief amusement was carried on by the stern of an old canoe, with this before them they swam out as far as the outermost breach, then one or two would get into it and opposing the blunt end to the breaking wave were hurried in with incredible swiftness. Sometimes they were carried almost ashore but generally the wave broke over them before they were half way, in which case the[y] dived and quickly rose on the other side with the canoe in their hands, which was towed out again and the same method repeated. We stood admiring this very wonderful scene for full half an hour, in which time no one of the actors attempted to come ashore but all seemed most highly entertained with their strange diversion.“

Il diario di Joseph Banks, scritto tra il 1768 e il 1771 durante il viaggio dell’Endeavour insieme a James Cook si intitola The Endeavour Journal of Joseph Banks, 1768 – 1771, ed è la prima fonte storica a descrivere la pratica del surf, da anni erroneamente associata al capitano James Cook.

James Cook si imbatte nella pratica del surf solo nel 1778, durante il terzo viaggio di esplorazione alle isole Hawaii, nove anni dopo il diario scritto dal suo botanico, e così la descrive:

“…dei ragazzi che nuotavano nel mare, con delle tavole leggere al di sotto della pancia. Aspettavano un’onda e poi si lasciavano trascinare a riva ergendosi su di essa come fosse una nuvola. Si diceva tuttavia che degli squali di tanto in tanto sbalzassero da dietro gli scogli e li inghiottissero.”

La morte del capitano James Cook
La morte del capitano James Cook avvenuta il 14 Febbraio 1779 a Kealakekua Bay alle Isole Hawaii

Negli anni a venire il surf nelle isole fu bandito dai missionari, a causa delle nudità esposte durante la pratica. Rivisse la sua ripresa tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900, grazie al contributo dell’hawaiano Duke Kahanamoku che nel corso dei suoi viaggi portò il surf sulle coste statunitensi ed australiane, dove oggi è molto popolare. Giornali di bordo I, Il viaggio dell’Endeavour 1768 – 1771 è un incontro con nuove culture, dove incomprensioni, linguaggi, gesti, segni, paure e amicizie sono descritti nella condivisione del vivere insieme il quotidiano. Questo riporta James Cook, prima che gli interessi e le intolleranze distruggano ogni equilibrio sociale e geografico.

Giornali di bordo I, Il viaggio dell’Endeavour 1768-1771 (TEA)