Musica

John Coltrane – Olé (Atlantic Records)

Sono 18 minuti di perfezione matematico lisergica. Un trance-raga che vorrebbe essere tributo alle sonorità iberiche ma finisce per diventare un mantra cosimco. È Olé la title track dell’ultimo album di Coltrane, sotto la guida di Dio Nesuhi Ertegun, per l’etichetta Atlantic. Registrato il 25 maggio 1961, solamente 2 giorni dopo l’album Africa Brass e dopo avere già firmato il contratto con Impulse (label di John Coltrane fino alla morte), Olé è insieme a My Favourite Thing e Coltrane Sound il momento più alto nella carriera del sassofonista.

L’album contiene 3 tracce, il lato A è interamente occupato dalla devastante tossicità di Olé, il lato B contiene le altre 2 tracce: Dahomey Dance, sempre di Coltrane, e Aisha scritta da McCoy Tyner. Dahomey Dance è meno eterea, l’influenza africana non è lampante ma è dotata di un groove affascinante e coinvolgente. Aisha ha una radice mediorientale o magrebina nascosta. La seconda parte del disco certamente non riesce a confermare l’eccitazione del lato A, ma la title track di Olé è cosi alta da essere essenziale da sola. Quest’opera è un vero dono del cielo.

Pochi giorni dopo essersi unito a Impulse, che oltre a firmare un contratto prolifico gli darà più mezzi e libertà, John Coltrane ha lavorato a uno dei suoi album più avant-garde e sperimentali dell’epoca. La line up è cosi composta: John Coltrane al Sax Soprano e Sax Tenore, Freddie Hubbard alla Tromba, McCoy Tyner al Piano, George Lane (pseudonimo dietro al quale si nasconde Eric Dolphy) Sax Alto e Flauto, Elvin Jones alla Batteria e Art Davis e Reggie Workman al Basso/Viola.

Nonostante sia un disco di transizione nell’opera di Coltrane, si eleva al di sopra delle aspettative e diventa una sorta di omaggio che l’autore ha voluto lasciare al suo vecchio datore di lavoro. Questo Lp è un incantesimo ipnotico che proietta l’ascoltatore tra stucchi bianchi del Nord Africa, tra cuscini e tappeti colorati, nuvole di fumo dense e profumate, incensi e tè dove quei 18 minuti si dilatano all’infinito trasfornandosi in un vero e proprio viaggio/esperienza.

Traccia proposta: Olé